Affermazioni
Affermazioni che puoi dire ad alta voce senza ridere
Se non riesci a dirla davanti allo specchio senza una risatina imbarazzata, non reggerà. Ecco come scrivere affermazioni credibili, e perché le altre possono fare male.
Un’affermazione è una frase che ti ripeti per orientare quello che pensi di te e di quello che puoi fare. Il problema è che la maggior parte di quelle che si trovano online è impossibile da dire senza fare una smorfia. «Sono ricca e abbondante.» «Sono una calamita per il successo.» Se non riesci a dirla ad alta voce davanti allo specchio senza una risatina imbarazzata, non reggerà. E peggio, può farti male.
Cosa ha trovato la ricerca
Nel 2009 Joanne Wood e i suoi colleghi dell’Università di Waterloo hanno pubblicato uno studio che ha raffreddato molte persone. Hanno chiesto alle partecipanti di ripetersi «sono una persona amabile» per qualche minuto. In quelle che avevano già una buona autostima, l’affermazione faceva un po’ di bene. In quelle che ce l’avevano bassa, cioè quelle che ne avrebbero avuto più bisogno, l’affermazione faceva peggio: si sentivano meno bene dopo che prima.
La spiegazione è semplice. Quando ti dici una cosa che non credi, la tua mente non la accetta in silenzio. Risponde. «Sono ricca» fa scattare subito «no, hai 340 franchi sul conto». Ogni ripetizione rimette in scena il disaccordo, ed è il disaccordo che resta. L’affermazione non ti convince, ti contraddice ad alta voce.
La lezione non è che le affermazioni non servono a niente. È che un’affermazione deve essere credibile per la persona che la dice, oggi, non per quella che vorrebbe essere.
Quattro regole
Al presente
«Sarò più calma» rimanda sempre a dopo. Il presente installa la frase nella giornata in corso. Ma attenzione: il presente senza credibilità è proprio la trappola di Wood. Il presente deve riguardare qualcosa di vero adesso.
In prima persona
«Sei capace» suona come un consiglio venuto da fuori. «Io» impegna. Un’eccezione interessante: Ethan Kross ha mostrato che parlarsi in seconda persona aiuta nei momenti di stress acuto, perché mette una distanza. Per un’affermazione del mattino, resta all’«io». Tieni il «tu» per i minuti che precedono una presentazione.
Concreta
«Sono abbondante» non descrive niente. «Metto da parte 200 franchi ogni mese» descrive un gesto. Un’affermazione concreta può essere verificata, ed è questo a renderla solida: sai se è vera, e puoi renderla vera.
Credibile
È la regola che comanda le altre. Test semplice: dilla ad alta voce. Se una vocina risponde «ma figurati», riformula finché non tace. Spesso la versione credibile parla di un processo invece che di un risultato, di una direzione invece che di un arrivo.
Prima, dopo
Ecco affermazioni trovate così come sono, e la versione che si può dire senza ridere.
- Prima: «Sono ricca.» Dopo: «So dove va il mio denaro, e ne tengo un po’ da parte ogni mese.»
- Prima: «Sono una calamita per le opportunità.» Dopo: «Dico sì alle conversazioni che prima avrei evitato.»
- Prima: «Il mio corpo è perfetto.» Dopo: «Mi prendo cura del mio corpo come di qualcuno che amo.»
- Prima: «Sono totalmente sicura di me.» Dopo: «Posso avere paura e farlo lo stesso.»
- Prima: «L’amore viene a me senza sforzo.» Dopo: «Sono una persona con cui si sta bene, e mi faccio vedere.»
Noterai che le versioni «dopo» sono meno spettacolari. È lo scopo. Sono vere oggi, o quasi, e indicano una direzione. La tua mente può accettarle senza protestare, ed è a questa condizione che una frase ripetuta comincia a pesare.
La trappola del «sono ricca»
Questo caso merita una parola a parte, perché è l’affermazione più diffusa e la più pericolosa. Se non sei ricca, dirla ogni mattina ti ricorda ogni mattina che non lo sei. E non ti dice niente su cosa fare. Nomina uno stato, non un percorso. Risultato: dopo due settimane hai una frase che ti fa male e nessun gesto in più.
Un’affermazione che regge sul denaro parla di quello che fai con il denaro. Somiglia a un’abitudine che si descrive, non a uno status che si reclama. Per approfondire proprio questo tema, abbiamo scritto manifestare denaro senza magia.
Come usarle
Una o due frasi, non dieci. Sempre le stesse per almeno un mese, perché un’affermazione che cambia ogni giorno non si installa mai. Dille ad alta voce se puoi, davanti allo specchio se pratichi il lavoro allo specchio, oppure scrivile, se la voce ti mette a disagio. E rileggile ogni tanto con occhio critico: un’affermazione credibile a gennaio può essere diventata troppo timida a giugno. Quando è diventata semplicemente vera, è il segnale per scriverne una un gradino più avanti.
Una buona affermazione non annuncia chi sarai. Descrive chi stai diventando, senza che la tua stessa voce abbia voglia di contraddirti.
In Manifesti, le affermazioni vivono nelle pratiche di scrittura: 369, 5×55, specchio. Scrivi la tua frase una volta, l’app te la ripropone al ritmo scelto, e puoi ritoccarla quando ha smesso di suonare giusta.
Domande frequenti
Le affermazioni possono davvero fare male?
Sì, quando non sono credibili. Lo studio di Wood et al. (2009) ha mostrato che «sono una persona amabile» faceva calare il morale delle persone con bassa autostima.
Bisogna dirle ad alta voce?
È il test migliore: se la tua voce ti contraddice, riformula. Ma anche scriverle funziona, in particolare nel 369 o nel 5×55.
Quante affermazioni insieme?
Una o due, le stesse per almeno un mese. Quando una diventa semplicemente vera, sostituiscila con un’altra, un gradino più avanti.
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In Manifesti, la tua affermazione torna al ritmo scelto, in 369, 5×55 o davanti allo specchio.
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